Italian wine reviews (tasted through April 2022)

Italian Editor Kerin O’Keefe reviews Italian wines for Wine Enthusiast since May 2013. Below you will find a recap of the reviews of the month with the rating given by Kerin to each wine. You can find all the complete reviews in winemag.com

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Italian wine reviews (tasted through March 2022)

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Italian wine reviews (tasted through December 2021)

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blind tasting Kerin O'Keefe

Brunello di Montalcino 2017: concentrazione, alcol ed alcune stelle lucenti (aggiornato con i punteggi delle recensioni)

Il 2017 è stato uno degli anni più caldi e secchi mai registrati, e questo si riflette chiaramente nella maggior parte dei Brunello di Montalcino appena usciti dall’annata torrida.

La valutazione di Kerin O’Keefe

You can find here the original article in English: Brunello di Montalcino 2017: Concentration, High Alcohol and Some Shining Stars. At the end of this article you will find the ratings for all 2017, on winemag.com/ratings you will find the complete reviews.

Dei 177 vini che ho degustato (trovate i punteggi delle recensioni alla fine di questo articolo) alla cieca nel mio ufficio a dicembre, la maggior parte dei Brunello di Montalcino 2017 erano densamente concentrati, con alcol evidente e per gli intenditori di Brunello tanti hanno una preoccupante uniformità in termini di aroma, sapore e personalità. Come previsto in un anno così caldo, con l’eccezione di alcuni produttori, molti dei 2017 mostrano note di frutta a bacca nera stramatura, strutture alcoliche e una densa concentrazione. Dovrebbero essere consumati entro i prossimi 5-7 anni.

Mentre l’alcol in volume sta aumentando in tutto il mondo a causa dei cambiamenti climatici (ne ho già scritto diverse volte, in particolare qui: Hot Italian Wines: Is 15% abv the New 14%? ), il 2017 ha segnato una svolta a Montalcino. Più del 20% dei 2017 che ho recensito hanno un grado alcolico del 15% o più, con diversi che arrivano al 15,5% e uno al 16%. Dato il margine di manovra consentito dalla normativa dello 0,5% tra i livelli alcolici dichiarati e le quantità effettive, ciò significa che i vini di quest’ultimo gruppo sono probabilmente più vicini al 15,5%, 16% e 16,5% rispettivamente. Anche se i 2017 hanno generalmente più acidità rispetto ad altre annate torride (a causa di un periodo di blocco delle viti come difesa contro lo stress idrico, secondo alcuni produttori, mentre altri citano come motivo una migliore gestione del vigneto per combattere le annate calde) un gran numero dei 2017 restano sbilanciati a causa delle sensazioni generate dai livelli di alcol non sufficientemente compensati da frutta e struttura tannica, nonostante i livelli di acidità.

Il caldo e la grave siccità sono stati responsabili di circa il 20% in meno di produzione complessiva di Brunello rispetto al 2016. Parti della denominazione sono state anche colpite dalle gelate di aprile, principalmente alle quote più basse, con una perdita di uva del 5-15% per alcuni produttori. A causa della mancanza di acqua e delle alte temperature, gli acini erano più piccoli del solito e contenevano meno liquido, aumentando la concentrazione nei vini.

Produttore produttore produttore

Nonostante le difficili condizioni, alcuni produttori sono riusciti comunque a produrre vini stellari che vantano la freschezza e l’eleganza che gli amanti del vino si aspettano dal Brunello. Si trattava per lo più di piccole tenute che non solo hanno vigneti ad alta quota che se la cavano meglio nelle annate calde, ma i cui incredibili sforzi hanno portato a termine a dir poco un miracolo nel 2017.

© Paolo Tenti | Francesco Mulinari owner of L’Aietta in his vineyards in Montalcino

“Non decido quando raccogliere in base agli zuccheri e al potenziale grado alcolico, ma in base all’acidità”, afferma Francesco Mulinari, enologo e proprietario dell’azienda vinicola L’Aietta. Con altitudini dei vigneti che vanno dai 390 ai 500 metri di altezza, questo è uno dei gioielli di Montalcino. Il 2017 di Mulinari mostra classe, eleganza ed energia sorprendente per l’annata, in parte grazie alla forma di allevamento – in parte delle sue viti – ad alberello, molto rare a Montalcino. “Le mie viti ad alberello resistono meglio alla siccità delle mie piante allevate a Guyot, perché conservano più acidità dell’uva”.

Mulinari ammette che produrre vini con eleganza e vivacità sta diventando sempre più difficile. “Faccio Brunello da vent’anni e ogni anno il mio lavoro è più difficile. Tra il 2001 e il 2010, ho vissuto un’annata estremamente calda e impegnativa, il 2003. Ma nell’ultimo decennio questo è aumentato a sei annate difficili su dieci, con 2011, 2012, 2015, 2017, 2020 e 2021 tutte estremamente caldi e difficili”, dice Mulinari.

L’annata è stata impegnativa in tutta la denominazione, ma i vigneti posizionati nelle zone più alte sono andate meglio. “Nel 2017 avevo il terrore di produrre vini opulenti”, afferma Lorenzo Magnelli, enologo e co-proprietario della tenuta di famiglia Le Chiuse situata a nord della città. “Rispetto ad altri anni caldi come il 2003, 2009 e 2011, il 2017 è stato molto più secco. A causa della prolungata siccità, le bucce erano molto più spesse del solito e gli acini erano più piccoli, con meno liquido del normale. Per preservare freschezza ed eleganza, ho iniziato la vendemmia prima che mai, il 6 e il 7 settembre”.

© Paolo Tenti | from left Lorenzo Magnelli, Simonetta Valiani and Nicolò Magnelli

Mentre le quote più elevate e le relative temperature più fresche che offrono erano importanti, Magnelli sottolinea che anche il suolo ha svolto un ruolo importante. “Il tipo di terreno è stato fondamentale nel 2017. L’argilla in grado di trattenere l’umidità ha ottenuto risultati migliori rispetto ai terreni più rocciosi e ben drenanti, ma solo se il coltivatore ha lavorato costantemente i terreni per evitare che si indurissero”, afferma.

© Mencacci Stefania | Comune di Montalcino, Relazione Geologica, settembre 2009

In cantina Magnelli ha effettuato una macerazione più breve del solito, 18 giorni invece di 22 o 23. Per evitare che i vini si evolvessero troppo e troppo velocemente, e per ottenere finezza, ha fatto maturare i vini per due anni e mezzo in botti di rovere anziché i soliti tre, dando quindi anche più tempo in bottiglia ai vini prima dell’uscota. “Per preservare la freschezza, l’uva dagli acini più grandi è andata al Brunello e la più piccola al Rosso di Montalcino, esattamente l’opposto di quello che faccio normalmente”, dice Magnelli. Grazie a questi sforzi, il Brunello 2017 di Le Chiuse vanta l’usuale rinomato pedigree, finezza e freschezza dell’azienda.

Possedendo alcuni dei vigneti più alti di Montalcino, Gigliola Giannetti, co-proprietaria insieme alle figlie Viola e Sofia de Le Potazzine, produce vini profumati, vibranti e carichi di finezza, tra cui il suo delizioso 2017. Ma ad un certo punto ha avuto dei dubbi sull’annata.

© Paolo Tenti | Le Potazzine girls with Kerin O’Keefe in Montalcino

“Nel 2017 non ci sono state piogge per cinque mesi e mezzo e a metà maggio avevamo già temperature elevate, di tipo estivo. Ad agosto temevo che avremmo prodotto un vino più simile al Primitivo che al Brunello, soprattutto perché fermentiamo con lieviti autoctoni e senza controllo della temperatura”, afferma Giannetti. Oltre a non defogliare affatto la chioma fogliare, afferma che il passaggio dal cordone speronato ampiamente diffuso al sistema di allevamento a guyot è stato fondamentale perché “il Guyot offre più scelte in termini di gestione degli anni caldi”.

Brunello di Montalcino book cover
Kerin O’Keefe, Brunello di Montalcino: Understanding and Appreciating One of Italy’s Greatest Wines

Ampiamente presente nella  denominazione fino agli anni ’70 e ’80, i produttori di Brunello hanno rinunciato al guyot a favore del cordone speronato, non solo perché il cordone speronato facilita una maggiore meccanizzazione nei vigneti ma perché incoraggia il Sangiovese a produrre grappoli sempre più piccoli e acini più piccoli con più polifenoli. Mentre il cordone speronato è ancora prevalente, come segno dei tempi, sempre più produttori di Montalcino si stanno convertendo al guyot.

Se la reputazione e la costanza del produttore sono sempre state la migliore garanzia per il Brunello, è assolutamente essenziale per navigare nell’annata 2017.

Le mie recensioni dei Brunello di Montalcino 2017 sono pubblicate sul numero di Aprile di Wine Enthusiast, ma sono anche visibili online su winemag.com. Di seguito trovate il riepilogo dei punteggi.

Below you find my ratings for all Brunello di Montalcino 2017, on winemag.com you will find the complete reviews.

RatingWineryVintageDesignationAppellation
98L'Aietta2017Brunello di Montalcino
98Il Marroneto2017Madonna delle GrazieBrunello di Montalcino
98Salvioni2017Brunello di Montalcino
97Conti Costanti2017Brunello di Montalcino
97Le Chiuse2017Brunello di Montalcino
97Le Potazzine2017Brunello di Montalcino
97Il Marroneto2017Brunello di Montalcino
96Canalicchio di Sopra2017La CasacciaBrunello di Montalcino
96Lisini2017Brunello di Montalcino
96Podere Le Ripi2017Cielo d'UlisseBrunello di Montalcino
95Ciacci Piccolomini d'Aragona2017PianrossoBrunello di Montalcino
95Il Poggione2017Brunello di Montalcino
95La Gerla2017La PieveBrunello di Montalcino
95Mastrojanni2017Brunello di Montalcino
95Mastrojanni2017Vigna Schiena d'AsinoBrunello di Montalcino
95Armilla2017Brunello di Montalcino
95Canalicchio di Sopra2017Brunello di Montalcino
95Caprili2017Brunello di Montalcino
94Casanuova delle Cerbaie2017Brunello di Montalcino
94Cortonesi2017La MannellaBrunello di Montalcino
94Gianni Brunelli2017Brunello di Montalcino
94Podere Le Ripi2017Amore & MagiaBrunello di Montalcino
93Col d'Orcia2017Brunello di Montalcino
93Il Colle2017Brunello di Montalcino
93Salicutti2017PiaggioneBrunello di Montalcino
93Salicutti2017SorgenteBrunello di Montalcino
93San Polino2017HelichrysumBrunello di Montalcino
93Il Palazzone2017Brunello di Montalcino
93Lambardi2017Brunello di Montalcino
93Padelletti2017Brunello di Montalcino
92Argiano2017Brunello di Montalcino
92Amantis2017Brunello di Montalcino
92Caparzo2017La CasaBrunello di Montalcino
92Castelgiocondo2017Brunello di Montalcino
92Castiglion del Bosco2017Campo del DragoBrunello di Montalcino
92Fattoi2017Brunello di Montalcino
92Fuligni2017Brunello di Montalcino
92La Gerla2017Brunello di Montalcino
92Le Macioche2017Brunello di Montalcino
92Livio Sassetti2017Brunello di Montalcino
92Luce2017Brunello di Montalcino
92Podere Scopetone2017Brunello di Montalcino
92Poggio Antico2017Brunello di Montalcino
92San Polino2017Brunello di Montalcino
92San Polo2017PodernoviBrunello di Montalcino
92SassodiSole2017Brunello di Montalcino
92Sesti2017Brunello di Montalcino
92Talenti2017Brunello di Montalcino
92Talenti2017PieroBrunello di Montalcino
92Tassi2017Brunello di Montalcino
92Banfi2017Brunello di Montalcino
92Marchesi Antinori2017Pian delle VigneBrunello di Montalcino
92Pietroso2017Brunello di Montalcino
92San Polo2017Brunello di Montalcino
92Altesino2017MontosoliBrunello di Montalcino
91Caparzo2017Brunello di Montalcino
91Collelceto2017Elia PalazzesiBrunello di Montalcino
91Mastrojanni2017Vigna LoretoBrunello di Montalcino
91Molino di Sant'Antimo2017Brunello di Montalcino
91Poggio Antico2017AlteroBrunello di Montalcino
91Val di Suga2017Brunello di Montalcino
91Villa al Cortile2017Brunello di Montalcino
91Villa I Cipressi2017Brunello di Montalcino
91Camigliano2017Brunello di Montalcino
91Paradiso di Cacuci2017Brunello di Montalcino
91Poggio di Sotto2017Brunello di Montalcino
91Ridolfi2017Brunello di Montalcino
90Abbadia Ardenga2017Brunello di Montalcino
90Abbadia Ardenga2017Vigna PiaggiaBrunello di Montalcino
90Altesino2017Brunello di Montalcino
90Banfi2017Vigna MarruchetoBrunello di Montalcino
90Carpineto2017Brunello di Montalcino
90Castelli Martinozzi2017Brunello di Montalcino
90Collosorbo2017Brunello di Montalcino
90Cortonesi2017PoggiarelliBrunello di Montalcino
90Donatella Cinelli Colombini2017Prime DonneBrunello di Montalcino
90Donna Olga2017Brunello di Montalcino
90Fanti2017Brunello di Montalcino
90Geografico2017Brunello di Montalcino
90Il Grappolo2017SassochetoBrunello di Montalcino
90Le Gode2017Vigna MontosoliBrunello di Montalcino
90Pietra2017Brunello di Montalcino
90Pinino2017Vigna PininoBrunello di Montalcino
90Podere Brizio2017Brunello di Montalcino
90Poggio Landi2017Brunello di Montalcino
90Renieri2017Brunello di Montalcino
90San Lorenzo2017Brunello di Montalcino
90Tenuta di Sesta2017Brunello di Montalcino
90Tenuta San Giorgio2017UgolforteBrunello di Montalcino
90Innocenti2017Brunello di Montalcino
90La Colombina2017Brunello di Montalcino
90Mocali2017Brunello di Montalcino
90Baricci2017Brunello di Montalcino
90Camigliano2017Paesaggio InattesoBrunello di Montalcino
90Campogiovanni2017Brunello di Montalcino
90Cava d'Onice2017Brunello di Montalcino
90Fornacina2017Brunello di Montalcino
90Lazzeretti2017Brunello di Montalcino
90Luciani2017Brunello di Montalcino
90Pian delle Querci2017Brunello di Montalcino
90Poggio dell'Aquila2017Brunello di Montalcino
90Tenuta Buon Tempo2017Brunello di Montalcino
90Ventolaio2017Brunello di Montalcino
90Ventolaio2017Il Colle del FanteBrunello di Montalcino
89Banfi2017Poggio alle MuraBrunello di Montalcino
89Canneta2017Le BruciateBrunello di Montalcino
89Castello Tricerchi2017Brunello di Montalcino
89Donatella Cinelli Colombini2017Brunello di Montalcino
89Il Cocco2017Brunello di Montalcino
89La Magia2017Brunello di Montalcino
89La Palazzetta2017Brunello di Montalcino
89La Torre2017Brunello di Montalcino
89Pinino2017Brunello di Montalcino
89Tassi2017ColombaioBrunello di Montalcino
89Tenute Silvio Nardi2017Poggio DoriaBrunello di Montalcino
89Terre Nere Campigli Vallone2017Brunello di Montalcino
89Visconti2017Brunello di Montalcino
89Voliero2017Brunello di Montalcino
89Castiglion del Bosco2017Brunello di Montalcino
89Ciacci Fabiano2017CampaperiBrunello di Montalcino
89Mocali2017Le RaunateBrunello di Montalcino
89Capanna2017Brunello di Montalcino
89Casisano2017Brunello di Montalcino
89Cava d'Onice2017ColombaioBrunello di Montalcino
89Celestino Pecci2017Poggio al CarroBrunello di Montalcino
89Corte dei Venti2017Brunello di Montalcino
89La Fortuna2017Brunello di Montalcino
89Máté2017Brunello di Montalcino
89Nannetti2017Brunello di Montalcino
89Palazzo2017Brunello di Montalcino
89Poggio al Tordo2017Brunello di Montalcino
89Santa Giulia2017Brunello di Montalcino
89Tiezzi2017Poggio CerrinoBrunello di Montalcino
89Tiezzi2017Vigna SoccorsoBrunello di Montalcino
88Bellaria2017BernazziBrunello di Montalcino
88Casa Raia2017ScarnacuoiaBrunello di Montalcino
88Fanti2017VallocchioBrunello di Montalcino
88Kirkland2017Brunello di Montalcino
88La Fiorita2017Brunello di Montalcino
88Pinino2017CupioBrunello di Montalcino
88Roberto Cipresso2017Brunello di Montalcino
88Uccelliera2017Brunello di Montalcino
88Il Valentiano2017Campo di MarzoBrunello di Montalcino
88Le Gode2017Brunello di Montalcino
88Beatesca2017Brunello di Montalcino
88Celestino Pecci2017Brunello di Montalcino
88Geografico2017Brunello di Montalcino
88I Vini di Milena2017Brunello di Montalcino
88La Collina dei Lecci2017Brunello di Montalcino
88La Lecciaia2017Brunello di Montalcino
88La Lecciaia2017ManapetraBrunello di Montalcino
88La Poderina2017Brunello di Montalcino
88Patrizia Cencioni2017Brunello di Montalcino
88PianCornello2017Brunello di Montalcino
88PianCornello2017Podere del ViscioloBrunello di Montalcino
88Piccini2017Brunello di Montalcino
88Podere La Vigna2017Brunello di Montalcino
88Poderi 3222017Brunello di Montalcino
88Tenuta La Fuga2017Brunello di Montalcino
88Tassi2017Franci Bettina CuvéeBrunello di Montalcino
88Villa Le Prata2017Brunello di Montalcino
87Alessandro Rossi2017CamponovoBrunello di Montalcino
87Bellaria2017AssuntoBrunello di Montalcino
87Castello Giulio2017Brunello di Montalcino
87La Magia2017CiliegioBrunello di Montalcino
87Tenute Silvio Nardi2017Brunello di Montalcino
87Villa Poggio Salvi2017Brunello di Montalcino
87Villa Poggio Salvi2017PomonaBrunello di Montalcino
87Agostina Pieri2017Brunello di Montalcino
87Baccinetti2017SaporoiaBrunello di Montalcino
87Bonacchi2017Brunello di Montalcino
87Bonacchi2017CasalinoBrunello di Montalcino
87Bonacchi2017Molino del PianoBrunello di Montalcino
87Bonacchi2017Molino della SugaBrunello di Montalcino
87Fossacolle2017Brunello di Montalcino
87Poggio il Castellare2017Brunello di Montalcino
87Poggio Nardone2017Brunello di Montalcino

 

Italian wine reviews (tasted through November 2021)

Italian Editor Kerin O’Keefe reviews Italian wines for Wine Enthusiast since May 2013. Below you will find a recap of the reviews of the month with the rating given by Kerin to each wine. You can find all the complete reviews in winemag.com

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blind tasting Kerin O'Keefe

In cima al mondo dei vini bianchi: Alto Adige

In cima al mondo dei vini bianchi: Alto Adige

di Kerin O’Keefe

On Top of the World, Wine Enthusiast, by Kerin O’Keefe

You can find the original English version of this article here: On Top of the World.

Incastonato tra Austria e Svizzera nelle montagne dolomitiche, l’Alto Adige è la zona vinicola più settentrionale d’Italia e produce alcuni dei bianchi più apprezzati del paese. I radiosi vini dell’Alto Adige esprimono la loro splendida cornice montana. Grazie alla varietà dei suoli ed ai microclimi unici che vanno da un clima quasi mediterraneo al sud, al fresco del nord dove dominano pendii ventosi e ripidi, i vini bianchi della denominazione vantano eleganza, energia e profondità. Le migliori bottiglie sono dotate anche di struttura e di un notevole potenziale di invecchiamento.

Se alla fine degli anni ’70 l’Alto Adige era orientato alla produzione di vini rossi guidati dai vitigni autoctoni Vernatsch (alias Schiava) e Lagrein seguiti da Merlot e Pinot Nero, oggi dominano i vini bianchi, che rappresentano il 64% della produzione complessiva. Il Pinot Grigio guida in termini di volume seguito dal Gewürztraminer, con Chardonnay il terzo vitigno bianco più piantato. Ma i bianchi più interessanti dell’Alto Adige sono i vini varietali prodotti con Pinot Bianco, Kerner, Sauvignon, Sylvaner, Müller-Thurgau, Riesling e Grüner Veltliner.

Raffinato Pinot Bianco

Ormai il secondo vitigno bianco più coltivato insieme al Gewürztraminer, il Pinot Bianco ha trovato la sua dimora spirituale in alcune parti dell’Alto Adige. Queste includono il comune di Appiano, dove è la varietà bianca più piantata. Coltivato in Alto Adige dal 1850, in passato la maggior parte del Pinot Bianco della zona dava origine a vini blandi e diluiti consumati localmente. Le cose sono cambiate tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 quando l’Alto Adige e la maggior parte dell’Italia hanno iniziato a passare da produzione di vino sfuso alla produzione di qualità. Secondo Hans Terzer, enologo di una delle cantine cooperative più famose d’Italia, San Michele Appiano e pioniere nell’elevare lo status del Pinot Bianco, una migliore gestione del vigneto è stata la chiave per far rivivere questa varietà a lungo misconosciuta. “Il Pinot Bianco ha bisogno di condizioni di crescita molto specifiche per eccellere, compresi vigneti di alta collina, generalmente sopra i 450 metri (1.476 piedi) dove la combinazione di altitudine e brezze fresche generano temperature fresche durante la stagione di crescita”, afferma Terzer. “Va meglio quando è esposto al sole e al calore meno diretti e ha bisogno anche di terreni complessi, principalmente calcarei con un po’ di argilla. La scelta dei migliori siti è stata fondamentale per migliorare il Pinot Bianco”. Le viti di Pinot Bianco producono naturalmente molta uva, quindi è necessario mantenere bassi i rendimenti attraverso la “vendemmia verde”, oltre ad utilizzare cloni a bassa resa. Queste azioni si sono dimostrate come fondamentali per migliorare la qualità del vino. Le migliori espressioni vantano consistenze cremose e brillante acidità, sensazioni di frutta a nocciolo bianca, fiori di campo, fieno e delicate note di nocciola. Se invecchiati parzialmente o interamente in rovere, i vini aggiungono complessità e resistenza.

Di seguito trovate le mie scelte per ciascun vitigno, con un solo vino per ciascun produttore, Cliccando sul link in grassetto trovate la recensione completa sul sito di Wine Enthusiast.

Cantina Produttori San Michele Appiano 2020 Schulthauser Pinot Bianco (Alto Adige), 94 points Editors’ Choice.

St. Pauls 2019 Kalkberg Pinot Bianco (Alto Adige) 92 points.

Fresco Kerner

Pur rappresentando solo il 2% della produzione complessiva della provincia, in pochi anni il Kerner è diventato uno dei vini bianchi più trendy d’Italia, con i produttori che affermano che la domanda è in aumento ogni anno, soprattutto nel mercato statunitense. Incrocio tra Schiava (Vernatsch) e Riesling, questo vitigno resistente al gelo nasce nel 1929. Prende il nome dal poeta tedesco Julius Kerner, è coltivato ad altitudini più elevate, precisamente in Valle Isarco e Val Venosta, due delle sei sottozone dell’Alto Adige. Tuttavia l’uva è maggiormente associata alla Valle Isarco, l’estrema sottozona settentrionale della regione che rende la valle la zona viticola più settentrionale di tutta l’Italia. L’area è in media da 2 gradi più fresca rispetto alle aree più meridionali della provincia. Le differenze di temperatura diurne e notturne sono molto elevate, dato che durante la stagione di crescita le temperature notturne possono essere fino a 18 gradi più fresche rispetto ad altre aree, secondo quanto riportato dai produttori locali. Nella valle si coltivano quasi solo uve bianche, con il Kerner ora la varietà più piantata.

© Paolo Tenti | Pacher Hof, Katharina & Andreas Huber

Il Kerner cresce così bene qui a causa dell’altitudine dei vigneti e delle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte”, afferma Andreas Huber. Uno dei sette figli, Andreas è l’enologo e insieme a sua sorella Katharina, è la sesta generazione a gestire l’azienda vinicola Pacherhof a conduzione familiare a Neustift, sopra la città di Bressanone. “Siamo situati vicino alla dorsale principale delle Alpi, il che significa vicino a montagne innevate, quindi la nostra zona è nel mezzo di questa zona di tensione tra notti molto fresche e giornate calde”. I vigneti della famiglia si estendono da 2.132-3.182 piedi sul livello del mare e il padre Josef Huber viene accreditato come il primo a piantare Kerner nella valle.

I migliori Kerner sono fragranti, di medio corpo, sapidi e levigati, offrono sentori di pompelmo, frutta tropicale e noce moscata oltre a note minerali di pietra focaia contrapposte ad una fresca acidità.

Pacher Hof 2020 Kerner (Alto Adige Valle Isarco), 94 pointsEditors’ Choice.

Nals Margreid 2019 Fels Kerner (Alto Adige), 93 points.

Saporito Sauvignon

Introdotto insieme alla maggior parte delle altre uve bianche a partire dal 1880, il Sauvignon è una delle varietà di punta della denominazione. Gli stili dei vini variano da cristallini e vibranti a corposi e complessi a seconda di dove vengono coltivate le uve e degli stili di vinificazione. Nei vigneti situati a ovest e ad est della denominazione, i vini mostrano aromi e sapori varietali classici come fiori di sambuco, uva spina, frutta tropicale e note erbacee di foglie di pomodoro e fieno. “Il Sauvignon ha una lunga tradizione in Alto Adige e qui sulle Alpi ha trovato la sua dimora ideale. Con il nostro clima fresco, ma con giornate calde e notti fresche, quindi con grandi sbalzi di temperatura, matura l’intero spettro dei suoi aromi primari pur mantenendo la sua acidità”, afferma Karoline Walch, figlia della fondatrice e co-proprietaria di Elena Walch. Le bottiglie dell’azienda Vigna Castel Ringberg offrono una complessità ancora maggiore grazie a “un microclima molto speciale in quanto abbiamo l’influenza del vicino Lago di Caldaro mentre dal punto di vista del suolo siamo su un’intersezione unica tra varie anime di epoca glaciale e post glaciale, principalmente calcare con depositi morenici che conferiscono mineralità e salinità” afferma Walch.

Elena Walch 2019 Vigna Castel Ringberg Sauvignon (Alto Adige), 92 points.

Baron Widmann 2019 Sauvignon (Alto Adige), 92 points.

Seduttivo Sylvaner

Uno dei segreti meglio custoditi dell’Alto Adige, se non hai ancora scoperto i Sylvaner della denominazione, ti stai perdendo uno dei suoi bianchi più grandi e rari. Mentre l’uva rappresenta solo una frazione della produzione complessiva della provincia, vale la pena cercarla per la sua tensione, luminosità e finezza guidate dai minerali. Gli aromi tipici includono pietra focaia, note affumicate, fiori bianchi ed erbe selvatiche. È anche straordinariamente longevo. Come il Kerner, anche il Sylvaner ha trovato la sua dimora spirituale in Valle Isarco, dove cresce su pendii soleggiati e freschi ed è il terzo vitigno più piantato.

© Paolo Tenti | Abbazia di Novacella, Werner Waldboth & Kerin O’Keefe

Il Sylvaner è il più storico dei vitigni che oggi coltiviamo. È stato piantato per la prima volta intorno al 1880 e da allora è stato coltivato ininterrottamente, a differenza del Grüner Veltliner e del Riesling che sono stati reintrodotti solo circa 20 anni fa”, afferma Werner Waldboth, responsabile vendite e marketing dell’Abbazia di Novacella. Fondata nel 1142, è la cantina più storica della Valle Isarco. “Il Sylvaner è un’uva che rispecchia abbastanza bene il terroir. Su suoli pesanti i vini sono abbastanza neutri, mentre su suoli più leggeri e permeabili, come quelli delle nostre zone dove le radici possono affondare abbastanza in profondità, si ottengono vini molto eleganti con aromi delicati. Ciò rende la varietà unica e conferisce al nostro Sylvaner un forte segno distintivo che lo distingue dai Sylvaner di altre aree”, afferma Waldboth.

Una degustazione verticale del Sylvaner dell’azienda a partire da una notevole annata 1976 in preparazione di questo articolo ha dimostrato il suo straordinario potenziale di invecchiamento.

© Paolo Tenti | Abbazia di Novacella Sylvaner 1976

Abbazia di Novacella 2019 Praepositus Sylvaner (Alto Adige Valle Isarco), 94 points. Editors’ Choice.

Misterioso Müller-Thurgau

Forse nessun’altra uva coltivata in Alto Adige è così controversa come il Müller-Thurgau. Incrocio tra Riesling e Madeleine Royal, la varietà è normalmente associata a vini fruttati e immediati. Un tempo considerata un’uva facile che poteva crescere in una varietà di condizioni, il sovra-sfruttamento ed il cambiamento climatico hanno portato a molte produzioni poco interessanti e l’uva insieme ai vini che ne derivano hanno perso popolarità nell’ultimo decennio. Ma se piantato nei posti giusti e realizzato con cura, il Müller-Thurgau può raggiungere la grandezza. Se l’altitudine del vigneto è una delle chiavi del successo dell’Alto Adige, è assolutamente fondamentale per questa varietà. “Dal 2000 in poi abbiamo notato che il Müller-Thurgau piantato in vigneti più bassi e più caldi situati al di sotto di 700 metri stavano perdendo aromi, sapore e diventavano più piatti“, afferma Christof Tiefenbrunner, quinta generazione e proprietario dell’azienda vinicola Tiefenbrunner. Nel 1972, il padre di Christof è stato tra i primissimi nella denominazione a coltivare uve ad altitudini estremamente elevate di 3.280 piedi nel loro vigneto Feldmarschall Von Fenner. Il vigneto situato all’estremo sud della provincia “beneficia di un microclima unico che comprende i caldi venti dell’Ora del Lago di Garda, le forti escursioni termiche diurne e notturne e la parete del monte Rotwand che protegge l’altopiano dai freddi venti del nord”, afferma Tiefenbrunner. Il loro iconico Feldmarschall Von Fenner realizzato con il 100% di Müller-Thurgau, rilasciato per la prima volta nel 1974, presenta grandi aromi floreali e un’impressionante profondità di sapori tra cui pesca succosa e albicocca insieme a un’acidità croccante e una vena minerale.

Tiefenbrunner 2018 Feldmarschal Von Fenner Müller-Thurgau (Alto Adige), 95 points. Cellar Selection.

Vivace Riesling

Se ti piace il Riesling vivace e radioso, troverai molte offerte di questo tipo in Alto Adige. Come altre uve bianche coltivate in Alto Adige, il Riesling prospera in alta quota. Eccelle inoltre in vigneti ben ventilati e terreni calcarei. Coltivato in provincia dal 1840, il Riesling rappresenta una piccola percentuale della produzione complessiva, ma ha un seguito di culto tra gli appassionati di vino.

La maggior parte viene vinificata interamente in acciaio, producendo vini secchi, lineari, che offrono pesca bianca, albicocca, agrumi e sapori minerali sapidi. L’acidità vibrante conferisce una tensione allettante e una profondità interessante.

Peter Zemmer 2020 Riesling (Alto Adige), 92 points.

Erste Neue 2020 Riesling (Alto Adige), 91 points.

Grande Grüner

L’uva meno piantata della denominazione, la coltivazione Grüner Veltliner è concentrata nella Valle Isarco. In alta quota si ottengono bianchi croccanti, golosi e minerali. Sensazioni tipiche includono mela verde, agrumi, melone, pietra focaia e pepe bianco.

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